Numero nove. Le misure urgenti – e non è finzione. Si volta pagina, evviva.

L’Unione Europea ha rinviato al mittente la lettera d’intenti del precedente esecutivo, chiedendo spiegazioni dettagliatissime su 39 punti. Praticamente ha detto: basta barzellette, ora parlano i grandi e queste sono cose serie. E ha messo nero su bianco le misure urgenti che il nostro Paese deve adottare ora, se vogliamo evitare il collasso. Il bello è che non è una finzione.

Cosa vuole vedere, la UE? Vuole fatti concreti, che tra l’altro verificherà in maniera costante, in ciascuna di queste aree:

A) Sustainable public finances

B) Creating structural conditions favourable to growth. In details:

  1. Structural funds
  2. Human capital
  3. Labour market
  4. Competition
  5. Entrepreneurship and innovation
  6. Regulatory and administrative simplification
  7. Modernisation of Public Administration
  8. Justice
  9. Infrastructure and Construction
  10. Constitutional Reforms

Mi viene da sorridere pensando che queste sono le cose che molti di noi chiedono, da più parti e da tempo, ai nostri governanti. Adesso la situazione è così seria che sono nell’angolo, non si può uscirne con un altro scherzo.

A me sembra un ottimo punto, quello a cui siamo arrivati. Finalmente possiamo alzare la testa e mettere la parola fine alle chiacchiere inutili, e concentrarci con dignità e le risorse incredibili che tutto il mondo ci invidia sul ricucire questo Paese.

Si volta pagina.

Evviva! 😀

p.s. Il bello è che alcune di queste misure sono anche nei miei post: nel gioco di immaginare cosa farei io, al posto del presidente del Consiglio, ci ho preso su quasi tutti i punti. Se le chiedono a me, le risposte alla UE ce le ho..
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14 Giugno 2011. L’Italia che s’è desta.

Ed ecco che oggi, 14 Giugno 2011, è molto bello leggere la rassegna stampa anche estera…

… oggi si può essere fieri di essere parte di Questa Italia.

Grazie, 26.857.452 volte grazie.

(la foto non è mia, l’ho presa da qui)
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Intermezzo. Prendiamo esempio dai migliori.

Ora, non so a voi. Ma a me Obama piace, e tanto. Mi piace come parla alla gente, mi piace per la sua intelligenza e mi piace, molto, come riesce a spiegare concetti difficili in parole semplici. Infatti la proposta di legge sull’immigrazione si chiama Dream Act.

Se non è volare alto, questo..

Guarda e ascolta il discorso (34 minuti):

“I don’t think the United States should be in the business of separating families, this is not who we are. We can do better than that.”

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Numero otto. Burocrazia e riforma, anche del Diritto.

Siamo tutti del parere che ci sono margini di miglioramento, in molti campi.  Mi viene da pensare che il compito di guidare il Paese sia da brivido, per la responsabilità.

Ora, che cosa ci serve che vada meglio, nel campo del Diritto? Ad esempio, penso che ci serva ridurre la complessità dell’iter burocratico per i cittadini comuni, e sto riferendomi alle semplici pratiche per aprire un’attività, pagare le tasse, ottenere un certificato..  insomma, alla normale burocrazia che entra in gioco nella vita di tutti, rendendo complicate le cose semplici. Che si può sicuramente migliorare, semplificandola. Già sono stati fatti passi avanti, con l’iniziativa di de-burocratizzare il linguaggio e la normativa (e non è poco!).

Si può fare meglio, e di più. Manca qualcosa, a questa doverosa “semplificazione” che somiglia tanto alle pulizie di primavera, quando si butta via quello che non serve più e si fa un po’ di ordine. Manca una visione d’insieme.

I grandi riformatori del Diritto del passato avevano in testa dei modelli, degli ideali, delle costruzioni normative organiche, che si tenevano insieme come una complessa architettura dove ogni elemento rimanda e si fonda su altri. Un insieme armonioso.

Un po’ come, a suo tempo, fece Giustiniano con il suo Codice:

“Il 13 febbraio 528, a meno di un anno dalla sua ascesa al trono imperiale, Giustiniano emanava la costituzione Haec quae necessario, che costituisce una chiara dichiarazione di intenti. In essa l’imperatore manifestava la volontà di procedere ad un riordinamento che ponesse fine alle lungaggini processuali, e disponeva pertanto di avviare la redazione di un codice di leges, nel quale confluissero i materiali facenti parte dei precedenti codici, nonché le costituzioni emanate dopo la pubblicazione del Codice Teodosiano, fino alla produzione legislativa dello stesso Giustiniano. Nel nuovo codice non dovevano essere accolte le disposizioni cadute in desuetudine o abrogate da costituzioni successive“.

Ecco, ci serve questo.

Il Ministro per la Giustizia ha preparato un bando per reclutare menti giovani e fresche: cerchiamo giovani laureati in legge, non più di venti, che invece di scegliere il tradizionale percorso di praticantato con uno studio di avvocati, abbiano voglia di sporcarsi le mani e contribuire a questo ambiziosissimo progetto. Passeranno alla storia come i nuovi giustinianei. E se gli antichi sono riusciti in un solo anno a portare a compimento il Codex Iustinianus Vetus, beh.. anche noi moderni possiamo farcela.

Buon lavoro, ce n’è bisogno.

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Numero sette. La legge 8 Marzo 2012

8 marzo 2012. Giornata della donna.

Mi sembra bello presentare proprio oggi la proposta di legge al Parlamento per la Parità effettiva dei salari:

Articolo 1. La lavoratrice ha diritto, a parità di lavoro svolto e di mansione, ad  inquadramento e  salario che non può essere inferiore a quello dei colleghi di sesso maschile impiegati in ruolo analogo dallo stesso datore di lavoro.

Articolo 2. La lavoratrice che verrà riconosciuta vittima di una discriminazione salariale riceverà adeguata compensazione,  che ristabilisca la parità di trattamento. Tale compensazione terrà conto sia dei parametri di rivalutazione nel tempo (inflazione), sia del danno economico e morale da mancato guadagno.

Articolo 3. Con effetto immediato, vengono istituite le Commissioni Regionali di Vigilanza, incaricate di controllare capillarmente l’applicazione della presente legge sul territorio. Le Commissioni di Vigilanza hanno giurisdizione sulle denunce per discriminazione salariale, essendo equiparate a tutti gli effetti al Giudice del lavoro.

E’ istituito contestualmente lo Sportello Parità Salariale e il Numero Verde Parità (800-001-001), con il compito di offrire consulenza gratuita e anonima alle lavoratrici che ritengono di essere vittima di discriminazione salariale.

Articolo 4. Le sanzioni previste per il datore di lavoro vanno da un minimo di 10.000 a un massimo di 50.000 euro, e confluiscono nel Fondo Pari Opportunità.

Il Fondo Pari Opportunità, la cui unica finalità è finanziare misure di sostegno alle famiglie e alle madri-lavoratrici, è amministrato dal Ministro delle Pari Opportunità e non è trasferibile ad altri capitoli di spesa pubblica.

Articolo 5. La presente legge accoglie, accorpa e armonizza le precedenti normative esistenti in materia di parità salariale, che sono contestualmente sostituite.

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A me sembra che per essere un quadro di riferimento normativo ci sia tutto quello che serve… Buon OTTO MARZO 🙂

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Intermezzo: Tales of passion.

Bellissimi, intensi, emozionanti diciotto minuti di una Isabel Allende in forma smagliante..
“Only a fearless and determined heart will get the gold medal. It is all about PASSION. Heart is what drives us and determines our faith.”

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Reality check. Ovvero, le “persone perbene che fanno del proprio meglio per amministrare con sobrietà e trasparenza”

Leggo sul Fatto Quotidiano di oggi (17 febbraio 2011) questo articolo: Voglio adottare una cantina a Corchiano. Vale la pena di leggerlo tutto, ne riporto un pezzettino.

“Qui i Comuni virtuosi sono usciti dal web ed entrati nelle vie del paese, sono passati dalle mail e gruppi Facebook alle piazze e facce della comunità. Le persone fermate per strada vivono con consapevolezza e orgoglio il loro essere virtuosi: con la raccolta differenziata all’85%, la raccolta degli olii esausti, i vigili in bicicletta, l’educazione ambientale, le fontanella con l’acqua del sindaco, le borse di tela per la spesa…”

Mi sembra una gran bella notizia. E anche una serie di buone idee da ripetere, adattare, imitare. Come un virus contagiosissimo.

Soprattutto mi piace la chiusura dell’articolo: “gli amministratori della comunità, che nell’attuale panorama politico nazionale appaiono come dei marziani e che invece sono solo persone perbene che fanno del proprio meglio per amministrare con sobrietà e trasparenza”.

Ecco, appunto. Si può fare, lo fanno, facciamolo.

😀

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